Ore 9.40Panico.
La giornata era fredda. L'inverno pungente si era sostituito alla staticità malinconica dell'autunno. Il susseguirsi delle stagioni rendeve meno naturale il suo non invecchiare, la leggerezza che Kayoto provava.
Pochi giorni erano passati dal suo arrivo alla Soul Society. Pochi giorni per informarsi, per saziare quella sua sete morbosa di conoscenza. Aveva chiesto a chiunque riguardo gli Shinigami, visitato tutte le biblioteche accessibili agli spiriti come lui. Domandava, spesso corrisposto con una risposta. Spesso, deriso oppure ignorato, si allontanava e si sedeva sotto le poche piante della zona per cantare. L'unica cosa che un ragazzo della sua età, dopo il trapasso, ricordava essere un hobby. Ma che hobby, una vera e propria passione.
Piangeva. Spesso lo faceva per darsi coraggio, pensando al dolore che lui aveva causato ai suoi cari...li aveva lasciati, inermi a soffrire per la sua scomparsa. Lo avrebbero mai perdonato?
Asciugava le gote umide, e piano piano riprendeva un colorito "vivo"...bè, per modo di dire.
Ore 9.50Anonimo~ Domani mattina. Aula 8. Non essere in ritardo, ora sei uno Studente.~Essì, si era deciso. Aveva intrapreso la carriera accademica, voleva diventare uno Shinigami a tutti gli effetti. Per un caso fortuito, i corsi di avanzamento erano capitati poco dopo il suo ingresso e ciò lo spronò a cogliere l'occasione.
A lui piaceva pianificare qualsiasi cosa: orari, posti, persone, attività. Tutto. Odiava il caos e l'indecisione, e quando quel fatidico giorno d'inverno si rese conto di essere in ritardo, fu assalito dal panico.
Ore 9.55Stava correndo come un pazzo. Le scarpe colpivano con un tonfo sordo le mattonelle marmoree del corrodoio. Un ragazzo dai folti capelli biondi, un pò spettinati, e dagli occhi verdi stava saettando fra le mura dell'edificio. La bianca sciarpa di lino, che usava per salvaguardare la sua bella voce ("in inverno, la laringe va tenuta calda" soleva ripetersi), finiva spesso sul volto impedendogli di guardare dove andava.

Il cappotto, nero proprio come i jeans, copriva un maglione bianco dalle righe color cenere. Era soddisfatto del suo abbigliamento, lo teneva un pò più vicino alla sua vita passata.
Al fianco, la spada. Gli aveva detto che quella era una "Falsa Zanpakuto". Ogni Shinigami che si rispetti ne ha una vera, ma per addestrarsi si utilizza una specie di imitazione.
Ne andava fiero. Era un simbolo, un segno di speranza.
~Danzou, lo sto facendo anche per te.~Ore 9.58Aula 8. Il cartello non mentiva.
Bussò, due tocchi leggeri e decisi allo stesso tempo. Non dette spazio ad una risposta, ma varcò la soglia e fù investito dalla luce che proveniva dalle finestre.
Kayoto~Tu...~Lo aveva riconosciuto. Come poterlo dimenticare? Osservato al suo primo scontro, il Sensei Grimm. lo aveva aiutato dopo il combattimento facendogli riprendere le energie. Era proprio lui...
Kayoto~Buongiorno. Felice di rivederl...~Dargli del "tu"? Del "lei"? Nel dubbio, si affidò alla cortesia.
Kayoto~...rivederla. Spero di non essere in ritardo, non vorrei fare una brutta impressione il primo giorno.~Non sentenziò oltre. Si sedette al secondo banco, gustandosi la vista che offrivano le piccole vetrate. Imbarazzato per la brutta figura, si rialzò prontamente e si prodigò in un piccolo inchino verso la ragazza dell'ultimo banco. Non la importunò, ma semplicemente sorrise con quanta più naturalezza aveva in corpo.
“Parlami di te che non ne ho ancora abbastanza
Parlami di quello che c’è dietro l’apparenza
Che mi inganna e mi incanta
Della bellezza che hai negli occhi e non mi stanca
Quando mi guardi, quando non so dire basta”

Graphic, courtesy of Malice Umbral.
Lyrics, Marina Rei's "La parte migliore di me".